Gli ultimi giorni dell’anno ad Azeroth sono visti da sempre come un momento di cambiamento all’interno di molte culture. In particolare, una leggenda ha dato origine ad una festa particolarmente sentita dagli abitanti del pianeta: la Vigilia di Grande Inverno. Ma da dove ha origine questa festa? E come è nata la figura di Babbo Inverno?
In realtà, queste due domande sono molto legate tra di loro. I Nani e i Tauren in particolare festeggiano l’arrivo del Grande Inverno, quando la terra viene ricoperta da un manto bianco e va incontro a un rinnovamento. Anche se le leggende condivise dalle varie razze di Azeroth non si discostano molto tra loro, ogni razza ha scelto un modo diverso per festeggiarle.
E proprio come dicevamo all’inizio, i Nani, da sempre interessati alla ricerca delle proprie origini, finirono per identificare la figura di Babbo Inverno come uno dei grandi Titani di Azeroth, e questa convinzione venne rafforzata proprio dal paesaggio della “casa” dei Nani, la regione di Dun Morogh, che gli abitanti di Ironforge vedono come un segno di benedizione di Babbo Inverno verso quello che sarebbe il suo popolo prediletto. La perenne coltre di neve che ricopre la regione infatti, secondo i Nani sarebbe nient’altro che un frammento del grande mantello magico di Babbo Inverno, che egli lasciò in quel posto dopo che, durante la sua prima visita, venne accolto in modo molto benevolo dai suoi primi abitanti.
Dall’altra parte invece, i Tauren e la loro interpretazione sciamanica dell’inverno, oltre al loro recente interessamento nelle faccende dei Druidi, si sposano bene con la leggenda del Grande Inverno. Essi tuttavia si concentrano quasi esclusivamente sugli aspetti legati al rinnovamento, lasciando l’adorazione della leggenda a quelle razze, a loro dire, meno in armonia con la natura delle cose. Molti tauren scelgono questo periodo come ringraziamento per le benedizioni della loro nuova casa a Mulgore.
Ma come si festeggia la Vigilia di Grande Inverno all’atto pratico? Beh, non stupisce che i festeggiamenti non siano tanto lontani da quelli del mondo reale. Per esempio, i banchetti sono pressoché obbligatori. L’idea di banchettare in questo periodo dell’anno affonda le sue radici nelle origini della leggenda stessa. Quando Babbo Inverno attraversò Azeroth, portando la stagione fredda al suo passaggio, si dice che avrebbe fornito una ricompensa a coloro che lo avessero accolto. Da qui l’idea di organizzare banchetti durante il Grande Inverno per riunire le comunità e condividere tutto ciò che avevano. Di solito era sufficiente una sola giornata di banchetti per festeggiare il cambiamento, in attesa del rinnovamento della terra.
Ma non tutti hanno intrapreso questa strada per festeggiare questa festività. Altre culture hanno infatti si cominciato a festeggiare la Vigilia di Grande Inverno, ma discostandosi dalla tradizione originale. Molte di queste “usanze personalizzate” sono spesso solo un pretesto per fare baldoria e scambiarsi regali. A volte viene usata persino l’immagine di Babbo Inverno, ma più per scopi commerciali che come quella di un Titano soprannaturale.
E quindi, come abbiamo scoperto, grazie a questa credenza moltissime comunità iniziarono così a riunirsi, fare festa e condividere banchetti nel primo giorno d’inverno, sicuri che il benevolo Babbo Inverno gli avrebbe ricompensati tutti con i suoi doni. Ebbe così origine quella che sarebbe diventata la “Vigilia di Grande Inverno”, un giorno di celebrazione e condivisione per tutto il mondo di Azeroth.
IN ALTO: Nonno Inverno, illustrazione di Dmitry Prozorov.























