Con i sigilli che andavano riformandosi, l’attacco al Carceriere era ormai imminente. Ma prima di procedere, gli eroi di Azeroth aiutarono Uther a recuperare il frammento della sua anima che gli era stato strappato da Frostmourne tanti anni prima, scoprendo come le lame intrise del potere del Dominio, creato dal Primus, potessero davvero spezzare le anime in più parti.
Dopo aver visto l’importanza dei ricordi più dolorosi di Uther, i Kyrian iniziarono finalmente a mettere seriamente in discussione la saggezza di costringere tutte le anime a percorrere la loro Via e dimenticare i loro ricordi mortali, a prescindere da tutto. Per la prima volta così, l’Arconte cambiò la Via dei Kyrian: questi ultimi non avrebbero più dimenticato i loro ricordi mortali se non era qualcosa che desideravano, e gli Indegni furono invitati a ricongiungersi ancora una volta alla loro vecchia casa. Come parte di questa nuova Via, fu formato un nuovo sigillo di Bastione.
A quel punto, tutto era pronto e l’assalto al Santuario del Dominio ebbe inizio. Quest’ultimo era il luogo in cui si diceva che il Carceriere tenesse i suoi prigionieri più importanti. Ed infatti, qui gli eroi di Orda e Alleanza combatterono contro molti nemici iconici e importanti del passato, tra cui l’ultimo residuo di Ner’zhul, le Nove Val’kyr di Sylvanas, Kel’Thuzad e un ancora per nulla pentito Garrosh Hellscream.
Alla fine, dopo tutte queste eroiche battaglie, i campioni raggiunsero ed affrontarono finalmente Sylvanas in persona, la quale aveva il compito di tenere gli azerothiani a bada mentre il Carceriere metteva in atto l’ultimo pezzo del suo puzzle: ottenere il sigillo dell’Arbiter, l’ultimo necessario per aprirsi la strada verso il Sepolcro dei Primi.
E Zovaal riuscì nel suo intento. Il portale per la sua destinazione si aprì, ma egli non entrò subito. Prima decise di attaccare i campioni di Azeroth, costringendoli ad inginocchiarsi con la magia del Dominio. Quella mossa, insieme alla rivelazione del fatto che volesse rifare da zero l’intero universo, fu la goccia che fece traboccare il vaso per Sylvanas, già piena di dubbi sulle azioni anche grazie alle parole dettele da Anduin.
Sylvanas così attaccò il Carceriere scagliando contro di lui una freccia, che però non sortì alcun effetto. Dopo l’atto di sfida della Regina Banshee, il Carceriere non la uccise. Decise invece di compiere un qualcosa che, per lui, sarebbe stato ben peggiore della morte: restituì il frammento di anima che Frostmourne le aveva portato via tanti anni prima, quando morì per mano di Arthas.
Scioccata da quell’impatto, Sylvanas si accasciò a terra incosciente, mentre Zovaal, accompagnato da Anduin, varcava il portale verso Zereth Mortis e il Sepolcro dei Primi.
L’accesso a Zereth Mortis era stato proibito da tempo, poiché era considerato un luogo sacro da cui i Primi creavano le varie vite ultraterrene; tuttavia, il Primus non ebbe altra scelta dopo che Zovaal infranse questa regola. Forgiò un nuovo sigillo per l’Arbier e, con questi ormai al completo, aprì la strada ai Calcafauce verso il regno proibito, dove essi avrebbero trovato un punto d’appoggio prima dell’arrivo della piena potenza dei loro eserciti. Sul posto, scoprirono gruppi di Giurafauce che assediavano i complessi macchinari della regione, così come gli automa che si prendevano cura di questo regno e che impedivano loro di tornare a casa. Durante la loro esplorazione con Pelagos, i campioni incontrarono il mediatore Firim che li riportò all’accampamento di Haven, dove risiedeva una fazione di mediatori nota come gli Illuminati. Dopo aver aiutato i loro Anziani a respingere le forze del Carceriere, gli azerothiani trovarono e attivarono un’antica pietra miliare per aprire un passaggio tra Zereth Mortis e Oribos, permettendo alle forze alleate della Morte di sfidare i Giurafauce sul campo di battaglia.
Quando seppero che questi ultimi stavano convergendo sulla Fucina dell’Aldilà, ne seguì una battaglia tra le due fazioni, finché Mal’Ganis non prese le sembianze da campione per seminare confusione e guadagnare tempo. Allo stesso tempo, Anduin sottomise l’oracolo Dausegne con il potere del Dominio, mentre il Carceriere ordinò agli automa schiavizzati di distruggere l’unico obelisco rimasto a difesa della forgia, permettendo loro di entrare nel Sepolcro dei Primi.























