Una volta arrivati a Revendreth, gli eroi di Azeroth scoprirono presto che i suoi abitanti, i Venthyr, avevano il compito di occuparsi delle anime più impenitenti, offrendo loro un’ultima, spesso dolorosa, possibilità di espiazione prima della condanna definitiva alla Fauce. Ma più importante ancora, scoprirono che nel regno era in corso addirittura una ribellione.
Inizialmente, Sire Denathrius affermò di essere più che disposto ad aiutare, ma avrebbe avuto bisogno dell’aiuto degli azerothiani per occuparsi prima di tutto della ribellione in corso. All’inizio, i campioni si misero al suo servizio, finché i ribelli non riuscirono a dimostrare di essere nella parte del giusto: Sire Denathrius era stato corrotto. Mentre il resto di Revendreth e tutte le Shadowlands pativano la siccità, lui stava accumulando animum.
Con le prospettive totalmente ribaltate, Orda e Alleanza aiutarono la ribellione a stabilire una base e a salvare il suo leader dalle Fauce, ovvero il Principe Renathal, figlio di Denathrius.
L’obiettivo fu subito chiaro: rafforzare la ribellione e il suo supporto. A tal fine, si dimostrò subito importante che sarebbe stata necessaria più della sola diplomazia. Quando Sire Denathrius aveva “organizzato” il regno di Revendreth infatti, egli aveva fondato la Corte dei Mietitori, sette nobili a cui fu donata una parte del suo potere sotto forma di uno speciale medaglione. Fu così che gli azerothiani aiutarono il Principe Renathal a riconquistare questi medaglioni finché i Venthyr ne ottennero sei dei sette: l’ultimo medaglione era in possesso della Madrepietra, che aveva rifiutato di unirsi alla causa del principe. Si decise così di recarsi a Bastione, venne creata la Corona dei Mietitori, che avrebbe consentito a un singolo Venthyr di impugnare tutti e sette i medaglioni contemporaneamente, un compito precedentemente impossibile.
Tuttavia, la permanenza a Revendreth fu utile agli azerothiani anche per conoscere un po’ della via dei Venthyr. Essi aiutarono ad esempio l’Accusatore con il compito apparentemente impossibile di condurre un grande personaggio del passato, Kael’thas Sunstrider, lungo il sentiero della redenzione oltre che a sventare il piano di Kel’thuzad che coinvolgeva la Casata dei Rituali di Maldraxxus.
Così, una volta scoperto il tradimento di Denathrius, tutti i regni delle Shadowalnds si unirono per assaltare la sua roccaforte: il Castello di Nathria, per rimuoverlo con la forza dal suo seggio di potere. Qui, si scoprì finalmente tutta la verità: non solo Denathrius stava accumulando animum, ma lo stava anche inviando direttamente al suo alleato, il Carceriere, nelle Fauce. Tuttavia, l’assalto ebbe successo, ma alla sconfitta del leader di Revendreth, la sua spada, Remornia, mise al sicuro la sua anima all’interno della sua lama.
I Venthyr presero la spada, con dentro Denathrius, e con l’aiuto di un Naaru che avevano salvato dalle segrete del Castello di Nathria, imprigionarono il Sire in cima a una torre.
Ma poco tempo dopo, i Nathrezim corsero in aiuto del loro creatore, riuscendo a liberare Denathrius il quale, da allora, scomparve nel nulla…























