Il Sogno di Smeraldo era stato a lungo un santuario, un riflesso ideale di Azeroth, incontaminato e puro. Qui i Draghi Verdi avevano vegliato per eoni, mantenendo l’equilibrio della Natura. Ma anche i sogni possono bruciare. Fyrakk, l’Incarnazione del Fuoco, in un gesto di pura profanazione, strinse un patto con le forze del Vuoto. Con quell’energia oscura, trovò così un varco nel Sogno e il suo obiettivo era chiaro: il nuovo Albero del Mondo di Amirdrassil. Questo Albero, cresciuto all’interno del Sogno, era destinato ad essere piantato nel piano materiale, in quella che sarebbe stata una nuova speranza per Azeroth. Ma se Fyrakk fosse riuscito ad assorbirne il potere, ne avrebbe certamente fatto un’arma, diventando una divinità della distruzione.
Il Sogno divenne così nuovamente un campo di battaglia dove i druidi, lo Stormo Verde e gli eroi mortali entrarono per proteggerlo. In brevissimo tempo, le terre smeraldine furono consumate da fiamme e incubi. L’ordine naturale cominciò a spezzarsi, ma nel momento più oscuro, una speranza inaspettata si accese. Vyranoth infatti, disgustata dall’efferatezza del fratello, si ribellò e scelse la compassion e di fermare quella follia. Si unì così agli Aspetti, rompendo il giuramento fatto alle Incarnazioni. Lo scontro finale fu feroce. Nel cuore del Sogno, su rami infuocati e cieli in fiamme, Fyrakk affrontò gli eroi in una battaglia che fu totale venendo alla fine sconfitto così che l’Albero potesse essere salvato. Amirdrassil mise finalmente radici nel mondo fisico, irradiando una nuova linfa su Azeroth.
Nel suo respiro vitale, gli Aspetti ritrovarono ciò che avevano perso. Non solo i loro poteri ma il senso della loro esistenza. Erano tornati, e questa volta non come figure antiche da venerare. Ma come guardiani volontari del futuro.
E questa volta non dei Titani… ma di Azeroth.























