Nella lore di Warcraft sono ormai rimasti ben pochi quelli che possiamo definire “personaggi storici”, figure che appartengo alla “lore classica”, se così vogliamo chiamarla, di questo universo narrativo. Oggi andremo alla scoperta proprio di uno di questi “sopravvisuti”, che affronteremo nella prossima minor patch 12.1.5, andando a raccontare tutta la sua storia fino al prossimo epilogo. Stiamo parnado di Kith’ix!
E come è facile immaginare, questa storia parte da molto lontano, precisamente durante l’Impero Nero, quando Kith’ix e Zakajz furono i generali della razza C’Thraxxi più spietati e astuti degli Dei Antichi. Ma quando l’Impero cadde, loro e molti altri n’raqi furono sigillati in prigioni sotterranee dai Custodi.
Tempo dopo, a seguito del furto dei Dischi di Norgannon ad opera di Tyr ed dei suoi alleati da Ulduar, il Custode traditore Loken dissotterrò le tombe di Kith’ix e Zakajz e li inviò a uccidere Tyr e a recuperare i dischi. I C’Thraxxi erano dubbiosi, ma percepirono l’influenza di Yogg-Saron sulla mente di Loken e obbedirono così prontamente al comando. In questo modo, Kith’ix e Zakajz elusero Yrgrim, alleato di Tyr, e si diressero a sud, raggiungendo infine quest’ultimo e i suoi alleati nelle terre che sarebbero poi diventata le Radure di Tirisfal. Temendo per la vita dei suoi alleati, Tyr scelse di affrontare da solo il C’Thraxxi per permettere ai suoi compagni di fuggire e i due si scontrarono in una lotta furiosa per ben sei giorni e sei notti. Alla fine, consapevole di essere alla pari con i suoi nemici, Tyr sacrificò tutto il suo potere rimanente in una massiccia esplosione di energia arcana e sacra che uccise Zakajz e quasi fece lo stesso con il suo compagno. Tuttavia, sebbene gravemente ferito, Kith’ix sopravvisse e fuggì verso sud-ovest prima di crollare ai piedi dei Monti Zandalar e cadere in un profondo letargo. I Loa che abitavano la zona si spaventarono e furono sconvolti dalla sua presenza e seppellirono quindi il C’Thrax sotto terra affinché nessuna altra creatura potesse disturbarlo.
Da quel giorno, il luogo di riposo di Kith’ix, che appariva come un piccolo tumulo di pietra annerita, venne proibito agli stregoni e ai sacerdoti della tribù Zandalar ed i Loa avvertirono i mistici della tribù che ci sarebbero state gravi conseguenze qualora avessero disturbato le pietre nere. Il tumulo rimase così indisturbato per migliaia di anni, ma alla fine, una nostra vecchia conoscenza, ovvero Xal’atath (ancora imprigionata nella daga) condusse il troll Zan’do e i suoi seguaci a quel luogo proibito. Ingannati dall’Aralda e credendo che la creatura fosse un potente Loa, Zan’do e i suoi seguaci eseguirono quindi rituali di sangue per risvegliarla, i quali culminarono con il troll che conficcò la daga nella pelle del generale assopito. Kith’ix tornò così in vita con un boato e massacrò i troll che lo avevano riportato in vita.

Risvegliatosi e sapendo che avrebbe fatto piacere ai suoi padroni Dei Antichi vedere la civiltà dei Troll annientata, Kith’ix fece ricorso ai suoi poteri mentali e trovò gli Aqir, i quali si erano nascosti nelle profondità del sottosuolo dalla caduta dell’Impero Nero e così il C’Thrax radunò questi insettoidi (che nel frattempo avevano costruito il vasto impero sottoreneo di Azj’Aquie) per riconquistare la superficie di Azeroth. Così facendo, quando fu il momento giusto, Kith’ix condusse gli aqir fuori dai loro tunnel per conquistare la terra. Questa razza insettoide era diversa da qualsiasi cosa i Troll avessero mai affrontato, e perciò essi si trovarono tanto in difficoltà che numerose tribù minori furono interamente distrutte. Kith’ix stesso usò tutto il potere della daga Xal’atath per indebolire i Troll tramite pestilenza e terrificanti visioni di morte. Intanto, mentre gli Aqir si avvicinavano ai Monti Zandalar, gli Zandalari unirono le tribù nell’Impero di Zul per distruggere gli aggressori. I sacerdoti evocarono i Loa, che combatterono al fianco dei Troll, squarciarono le fila degli aqiri e riuscirono nuovamente a ferire Kith’ix, ma nemmeno questa volta, il generale morì.
Dopo questa sconfitta, gli Aqir furono costretti alla ritirata e Kith’ix, di nuovo gravemente ferito, fuggì verso nord-est con i suoi seguaci più vicini per riprendersi, mentre il resto degli insettoidi continuò la guerra. Gli Zandalari inviarono le tribù di troll più ambiziose a dare la caccia a quei loro nuovi nemici e a allo stesso tempo stabilire nuove roccaforti in tutta l’antica Kalimdor. La tribù Amani seguì le tracce del Generale fino alle foreste nord-orientali, facendosi strada attraverso un’infinita massa di guardiani aqir. In una battaglia finale, l’intera tribù lanciò un attacco suicida contro Kith’ix e i suoi ultimi servitori, tanto che pur di vincere, i troll attinsero al potere della Faglia di Aln ed evocarono la malvagia mostruosità di nome Ula’tek, che Nek’zali l’Avvolgitore di Anime aveva chiamato loa, per aiutarli a sconfiggere il terribile Kith’ix. L’idra e il C’thraxxi combatterono per molti giorni prima che Kith’ix venisse infine ucciso con la stessa Ula’tek che cadde poco dopo e solo una piccola parte degli Amani sopravvisse a quell’incredibile scontro.
Successivamente, sul luogo in cui avevano ucciso Kith’ix, i troll Amani fondarono un insediamento che un giorno sarebbe diventato la città tempio di Zul’Aman. Intanto, con la scomparsa del loro leader, gli Aqir non combatterono più con la stessa ferocia e la guerra, che comunque continuò per diversi secoli, si volse drasticamente a favore dei Troll, che alla fine riuscirono a prevalere.
Ma la storia non era ancora finita… perché migliaia di anni dopo, Ula’tek sarebbe stata liberata dalla sua prigione dall’infido Malacrass e dal troll Zul’jan. Dopo la sua morte, il suo potere non fu più in grado di tenere Kith’ix morto e sigillato, e la Lama del Crepuscolo attendeva il ritorno di uno dei più grandi servitori del Vuoto della Storia…























