Quella di Arthas Menethil è sicuramente una delle figure più tragiche e iconiche della storia di Azeroth. Principe ed erede del Regno di Lordaeron, paladino della Luce e infine Re dei Lich, la sua storia rappresenta una delle cadute più drammatiche dell’intera saga di Warcraft. Certo, la nascita di Arthas come personaggio si identifica in molti cliché del genere, basti pensare che lo stesso Chris Metzen ha dichiarato di essersi ispirato al personaggio di Anakin Skywalker di Star Wars nella realizzazione di Arthas. E se per Anakin il “fattore scatenante” fu il desiderio di salvare la moglie Padme, per Arthas ne abbiamo uno molto simile, anche se più “allargato”: quello di proteggere il proprio popolo. Come ben sappiamo, fu proprio questa volontà di salvare tutti, senza accettare limiti o compromessi morali, a trasformare lentamente l’eroe in uno dei più iconici villain della storia. Oggi andremo a ricostruire la storia di Arthas, iniziando ormai come di consueto con una timeline riassuntiva, per poi addentrarci nella storia vera e propria.
La storia in breve e la timeline di Arthas:
- Nascita e infanzia – Nascita (anno -4) del principe erede del regno di Lordaeron, figlio di Terenas Menethil II e della Regina Lianne.
- Addestramento – Diventa paladino sotto la guida di Uther e si allena con Varian Wrynn, Re di Stormwind. Fidanzamento con Jaina Proudmoore.
- Inizio della Terza Guerra – Scoperta della Piaga dei Non-Morti.
- Epurazione di Stratholme – Ordina, contro il volere di Uther e Jaina, l’epurazione della città.
- Spedizione a Northrend – Insegue il Nathrezim Mal’Ganis a Northrend, da solo. fine della relazione con Jaina.
- Frostmourne – Sacrifica la propria anima per impugnare la spada runica Frostmourne, diventando il primo Cavaliere della Morte del Re dei Lich.
- Ritorno a Lordaeron – Assassina Re Terenas nella sala del trono della capitale.
- Campagne del Flagello – Distruzione di vari eserciti e nazioni, tra i quali Quel’thalas e Dalaran. Assassinio di Uther.
- Trono Ghiacciato di Icecrown – Fusione con Ner’zhul.
- Wrath of the Lich King – Morte alla Cittadella di Icecrown, la sua anima viene gettata direttamente nella fauce da Uther.
- Shadowlands – Scomparsa definitiva dell’anima dopo la liberazione di Anduin Wrynn dal potere di Zovaal.
La Storia di Arthas
Arthas nasce come unico figlio maschio di Re Terenas Menethil II, sovrano del regno umano di Lordaeron. Fin da giovane viene educato secondo i valori della nobiltà e della fede nella Luce Sacra e il suo addestramento avviene sotto la guida di Uther, uno dei più grandi paladini dell’epoca. Durante questi anni Arthas sviluppa le qualità che lo renderanno amato dal popolo come un forte senso del dovere, un grande coraggio ed un profondo attaccamento al suo regno. Ma al contempo emergono anche tratti più pericolosi del suo carattere e che finiranno per essere la sua rovina. Arthas è impaziente, orgoglioso e profondamente convinto di essere responsabile quasi unico della sicurezza del suo popolo.
La vita del Principe cambia radicalmente all’inizio della Terza Guerra con l’arrivo della Piaga dei Non-Morti, una terribile maledizione che si diffonde tra i villaggi del nord del regno. Gli abitanti infetti non muoiono ma si trasformano in non-morti agli di Kel’Thuzad e di Mal’Ganis, i due leader del Flagello nella regione. Proprio per ciò che abbiamo detto poco fa, per Arthas questo evento non è soltanto una crisi militare, ma un vero e proprio fallimento personale. Ogni villaggio che cade, ogni innocente che si trasforma, rafforza la sua convinzione che servano misure sempre più drastiche per salvare il regno.
E tutto questo ha un culmine, che ci è ben noto. Stratholme. Arthas scopre che il grano della città è stato contaminato dalla Piaga e questo significa che gli abitanti sono destinati a trasformarsi in non-morti. Convinto che non ci sia più alcuna speranza, il Principe prende una decisione terribile: ordina di massacrare l’intera popolazione prima che possa trasformarsi, una decisione che porta alla rottura sia con il suo mentore, Uther, sia con la sua fidanzata dell’epoca Jaina Proudmoore. Di Stratholme e di cosa fosse giusto fare in quel frangente si è discusso in lungo e in largo, ma una cosa è certa: quel massacro non fu un atto di follia improvvisa, ma una decisione fredda e calcolata presa da un uomo convinto di non avere alternative. Proprio l’abbandono di chi gli era accanto è forse ciò che di peggiore potesse capitare ad Arthas, poiché ora l’unica compagnia del Principe è quella della propria convinzione di avere ragione. Stratholme segna il vero punto di non ritorno della sua storia.
Ossessionato dal desiderio di distruggere il responsabile della Piaga, il nathrezim Mal’Ganis (e dopo aver ucciso in precedenza Kel’thuzad) Arthas guida una spedizione nel continente ghiacciato di Northrend, in quella che diventa rapidamente una vendetta personale. I segnali ignorati dal Principe sono infatti molteplici: i pericoli della spedizione, le perdite del suo esercito o gli avvertimenti dei suoi alleati (Jaina in primis). Il suo unico obiettivo, ormai, è eliminare Mal’Ganis. Se volete, quello che succede qui ad Arthas è un’anticipazione di 17 anni di quello che avverrà ad Ellie in The Last of Us Parte 2.

Nel corso della spedizione, Arthas ritrova il vecchio amico nano Muradin Bronzebeard, grazie al quale scopre una potente spada runica chiamata Frostmourne. La spada promette il potere necessario per sconfiggere i nemici del principe, ma il prezzo è terribile. È interessante notare in questo evento come Frostmourne non inganni Arthas. La spada promette chiaramente potere in cambio dell’anima di chi la impugna e il Principe accetta comunque il patto. Con questo gesto sacrifica la propria umanità pur di ottenere la forza necessaria a vincere. A riprova che ormai non conta più nulla. Né il popolo, né gli affetti, niente. C’è solo la vendetta con Mal’Ganis. Che arriva subito dopo, ma il prezzo è ormai pagato.
Dopo aver preso Frostmourne, Arthas torna a Lordaeron accolto come un eroe. La celebrazione però si trasforma rapidamente in tragedia. Davanti alla corte reale, Arthas uccide suo padre Re Terenas e con questo gesto il Principe distrugge definitivamente il regno che aveva giurato di proteggere. Da eroe di Lordaeron diventa il campione del Flagello dei Non-Morti e il primo Cavaliere della Morte del Re dei Lich.
Come servitore di quest’ultimo, Arthas guida le armate dei non-morti attraverso Azeroth. Durante queste campagne compie alcuni degli atti più devastanti della storia del mondo. Basti pensare alla distruzione di Quel’Thalas, con morte e la rianimazione in banshee di Sylvanas Windrunner, o all’attacco al Kirin Tor di Dalaran con l’assassinio dell’Arcimago Antonidas, o quello ancora precedente dello stesso Uther. L’ex principe diventa uno dei generali più temuti del Flagello, in quella che è una forza di distruzione che Azeroth aveva raramente visto prima.
Dopo aver completato la sua missione e a seguito delle azioni di Illidan Stormrage che indeboliscono il Re dei Lich, Arthas torna però a Northrend dove, dopo aver sconfitto lo stesso Illidan, ascende al Trono Ghiacciato di Icecrown. Qui si fonde con lo spirito dello sciamano orco Ner’zhul, diventando il nuovo Re dei Lich.
In questa forma Arthas diventa il sovrano assoluto del Flagello, ma la sua umanità non scompare del tutto, restando sepolta sotto il potere dell’Elmo del Dominio.

Anni dopo, durante gli eventi finali dell’espansione Wrath of the Lich King, gli eroi di Azeroth arrivarono ad assediare la Cittadella di Icecrown e dopo una lunga battaglia Arthas viene finalmente sconfitto. Negli ultimi istanti della sua vita, emerge dopo tanto tempo e per un solo momento la parte umana del principe. Negli istanti immediatamente precedenti alla morte, Arthas guarda lo spirito di suo padre Terenas e chiede semplicemente: «È finita?» Un momento breve, ma molto potente.
Per un istante il Re dei Lich scompare e resta solo il figlio perduto. Anche se non ci sarà pace per Arthas nemmeno nella morte. Uther infatti decise di gettare la sua anima direttamente nella Fauce delle Shadowlands, dove venne usata per infondere la spada corrotta di Anduin del potere della morte. Solo una volta che il Re di Stormwind venne liberato dal controllo di Zovaal, l’ultimo frammento ormai rimasto dell’anima di Arthas sparì, trovando, forse, la pace.
Ci sono molti temi in questa storia. Arthas può essere infatti visto come una rappresentazione del pericolo della certezza morale, della tragedia dell’eroe che non sa fermarsi o ancora del confine sottile tra salvezza e dannazione. La sua storia dimostra che il male non nasce sempre dal desiderio di distruggere, ma volte nasce dal desiderio di salvare tutto.
Come abbiamo visto, Arthas Menethil non è soltanto uno dei più grandi villain di Warcraft le cui azioni hanno plasmato in qualche modo la storia fino ad eventi recentissimi, ma è soprattutto una rappresentazione vera e propria di una tragedia.
La storia di un principe che voleva salvare il suo regno. E che, passo dopo passo, finì per distruggerlo… e distruggersi.























