Per fronteggiare la nuova minaccia, su richiesta di Alexstrasza, Wrathion ed Ebyssian invitarono i leader dell’Orda e dell’Alleanza ad un incontro nella casa ancestrale degli Stormi, ovvero le Isole dei Draghi, ma solo a patto di evitare totalmente scontri tra le fazioni. Di conseguenza, il Lord Comandante Turalyon e il Consiglio dell’Orda promisero il sostegno della Lega degli Esploratori e del Reliquiario, anziché quello delle loro forze militari.
Per contrastare la minaccia dei Primalisti, Alexstrasza riteneva che gli Aspetti dei Draghi dovessero ripristinare i propri poteri e che la riattivazione delle loro Pietre del Giuramento avrebbe permesso di raggiungere tale scopo… e così fecero. Lo Stormo dei Draghi Neri fu il primo a riuscire a ripristinare il proprio potere riparando la propria Pietra del Giuramento e tornando a difendere le profondità di Azeroth. Ad esso fece seguito lo Stormo Rosso, il quale aveva il compito di custodire e nutrire i giovani draghi. Poi fu il turno dello Stormo Verde, che rinnovò il patto di amicizia con i Centauri Maruuk e riaffermò il giuramento di difendere il Sogno di Smeraldo. Gli ultimi furono i Blu, che riunirono tutti i membri ancora in vita del proprio Stormo, ed i Bronzei, che ripristinarono il proprio potere quando Chromie ed Eternus fecero ritorno alla linea temporale presente.
Così, una volta ripristinate tutte le Pietre del Giuramento, gli Aspetti tentarono di riattivare la pincipale Pietra del Giuramento al Forte di Tyr, ma i loro poteri di Aspetti non vennero ripristinati. Al loro posto giunse invece Raszageth per schernirli, rivelando l’intenzione di liberare i suoi fratelli dalle Segrete delle Incarnazioni. Mentre Alexstrasza e Nozdormu pianificavano la mossa successiva, Kalecgos e i campioni di Azeroth si addentrarono nelle Segrete per impedire alla Divoratempeste di liberare le Incarnazioni e sebbene riuscirono ad uccidere Raszageth, ella aveva già danneggiato le prigioni a sufficienza da permettere la fuga delle altre Incarnazioni.
E proprio una di queste Incarnazioni, ovvero quella della Terra, Iridikron,non perse tempo e strinse subito un’alleanza con lo Stormo Infinito: in cambio di un “passaggio” all’epoca della morte di Galakrond, l’Incarnazione avrebbe agito come diversivo contro eventuali alleati dello Stormo Bronzeo intenzionati a fermarli. E Il loro piano giunse infine a compimento. Mentre Chromie e gli azerothiani erano impegnati a impedire a Iridikron di ottenere l’essenza di Galakrond, il Cronosignore Deios affrontò i Proto-Aspetti del passato, riuscendo a corrompere la versione passata di Nozdormu trasformandola in Murozond. Con questa singola alterazione temporale, lo Stormo Infinito modificò la storia di Azeroth e creò una nuova linea temporale, in cui Tyr non morì mai ma divenne una versione corrotta di se stesso, a guardia della Confluenza Infinita. Per ripristinare la linea temporale originale di Azeroth, Chromie e i suoi alleati tornarono quindi nel passato e aiutarono i Proto-Aspetti a fermare Deios; tuttavia, Iridikron riuscì a impossessarsi dell’essenza di Galakrond e dopo aver annunciato l’arrivo dell’unica vera linea temporale, con il Cuore Oscuro potenziato nelle mani, attraverso un portale del Vuoto. Dall’altra parte, ad aspettarlo, c’era una misteriosa figura elfica…























