Dopo la morte di Galakrond, molti protodraghi scelsero di diventare dei veri e propri Draghi e di lasciarsi infondere dalla magia dell’Ordine; tuttavia, tra i loro simili più antichi vi era chi sosteneva la necessità di rimanere immutati, ritenendo invece opportuno abbracciare le proprie energie elementali innate. Guidati dalle Incarnazioni, questi protodraghi “Primalisti” si unirono per opporsi all’influenza dei Titani e pretesero l’esilio del Custode Tyr dalle Isole dei Draghi. Il rifiuto degli Aspetti gettò i semi della ribellione tra i Primalisti e, nel corso degli anni, quella che era nata come una divergenza di opinioni si trasformò gradualmente in profonda ostilità, dividendo la stirpe dei draghi e sfociando infine nel conflitto.
Intorno all’anno 20.000 BDP, una di queste Incarnazioni, Raszageth la Mangiatempeste, sferrò il primo attacco contro i Draghi presso l’Isola Proibita, spingendo Neltharion a cedere per la prima volta ai sussurri degli Dei Antichi e a utilizzare i loro poteri per sconfiggere l’Incarnazione delle Tempeste. Tale evento segnò l’inizio di un conflitto cataclismatico tra i Primalisti e il Regno dei Draghi, noto come la Guerra delle Scaglie. Nonostante l’alleanza stipulata con i Djaradin per porre fine al dominio dei Draghi, le Incarnazioni furono infine sconfitte dopo oltre due secoli di battaglie e vennero imprigionate all’interno delle Segrete delle Incarnazioni.
Molti millenni dopo, nell’anno 40, e cinque anni dopo gli eventi delle Terretetre, un gruppo di Primalisti guidato dal tauren Kurog Totem Truce invase l’Isola Proibita, riuscendo a liberare Raszageth dalle Segrete di Pietragelida. La creatura scatenò quindi tempeste in tutto il mondo a testimonianza del ritorno delle Incarnazioni, portando il Kirin Tor a rilevare violente tempeste che si abbattevano su punti strategici di Kalimdor e dei Regni Orientali. A Stormwind e Orgrimmar, l’Arcimago Khadgar spiegò agli avventurieri di Azeroth che i Primalisti stavano scatenando gli Elementi per accrescere il proprio potere, non solo per seminare il caos nelle Isole dei Draghi, ma anche nelle terre dell’Alleanza e dell’Orda. Su sua richiesta così, gli eroi affrontarono i Primalisti per bloccare i loro rituali in tutta Azeroth, costringendoli infine a ritirarsi verso le Isole dei Draghi.
Allo stesso tempo, dopo quasi 20.000 anni, i Dracthyr, un’antica stirpe di dragonidi creati da Neltharion per combattere i Primalisti, si risvegliarono dal loro lungo sonno (indotto dallo stesso Neltharion con l’aiuto di Malygos) in seguito alla fuga di Raszageth dalla sua prigione sull’Isola Proibita e furono costretti a evacuare quest’ultima dopo che l’Incarnazione ci scatenò una violenta tempesta. Tra di loro, i Custodi d’Ossidiana, guidati dal Comandante delle Scaglie Azurathel, viaggiarono con Wrathion fino a Stormwind, dove cercarono rifugio presso l’Alleanza e tentarono di avvertirla dell’imminente minaccia. Nel frattempo, i dracthyr degli Artigli Oscuri, guidati dal Comandante delle Scaglie Cindrethresh, viaggiarono con Ebyssian fino a Orgrimmar, dove fecero lo stesso con l’Orda. Durante la permanenza in queste città, i Dracthyr appresero dai due draghi neri l’esistenza delle forme mortali e riuscirono ad adottarne le sembianze, così da poter interagire meglio con i loro nuovi alleati nella nuova lotta che attendeva il mondo di Azeroth…




















